IL NOSTRO METODO

D'INSEGNAMENTO

Alla base del nostro metodo d’insegnamento c’è la centralità del bambino.

Il nostro è un sistema educativo centrato sul bambino.
Puntiamo allo sviluppo globale del bambino nella sua interezza, coinvolgendo le emozioni, lo sviluppo fisico, l’ educazione morale, la creatività, l’immaginazione, l’espressione delle sue capacità e personalità naturali.

Il bambino non è un vaso vuoto da riempire con conoscenze predefinite, ma uno scrigno preziosissimo che custodisce dei doni unici e speciali.

I dieci Pilastri metodologici della Next School

Per preparare i bambini e i ragazzi alla realtà contemporanea Next School integra in modo originale dieci metodologie didattiche.

La loro applicazione combinata permette la costruzione di un ambiente didattico innovativo, realmente capace di rendere accessibile la complessità del ventunesimo secolo, fornendo agli alunni le precondizioni e gli strumenti per avere successo nella sfera personale e professionale.

1. CENTRALITÀ DEL BAMBINO

“Il bambino è dotato di poteri sconosciuti che possono guidare ad un avvenire luminoso… lo sviluppo delle potenzialità umane deve essere lo scopo dell’educazione”

Maria Montessori

Noi poniamo al centro il bambino, considerandolo una “persona” capace di provare emozioni, di instaurare relazioni significative, titolare di diritti, soggetto attivo, ricco di potenzialità.

Non è, infatti, un vaso vuoto da riempire con conoscenze predefinite, ma uno scrigno preziosissimo che custodisce dei doni unici e speciali.
Compito dell’educatore è di creare le condizioni affinché il bambino possa acquisirne consapevolezza per poterli sviluppare.

Il nostro progetto educativo e didattico è quindi pensato per persone che vivono il presente, che sollevano precise domande esistenziali e cercano il proprio orizzonte di significato.

Gli insegnanti assistono i ragazzi nella creazione, nella comprensione e nella connessione di conoscenze, così come nello sviluppo delle capacità necessarie alla ricerca indipendente e ad acquisire la responsabilità del proprio apprendimento.

2. BILINGUISMO ITALIANO-INGLESE

“Una lingua diversa è una diversa visione della vita” (Federico Fellini)

La conoscenza di più lingue e la flessibilità con le quali queste vengano utilizzate nel mondo contemporaneo rappresenta una caratteristica fondamentale del nostro sistema educativo.

L’ Italiano, la nostra lingua natia, considerata la lingua dell’arte, della musica, dell’architettura, dell’opera, del cibo, della creatività; viene definita da Thomas Mann la lingua degli angeli.

Partendo dalle nostre origini siamo certi di poter creare delle basi culturali fondamentali che accompagnino in modo armonico e sinergico lo studio della lingua inglese, considerata oggi fondamentale e indispensabile.

È ormai la lingua più utilizzata nella comunicazione internazionale e professionale.
È anche la lingua del commercio, della scienza, della tecnologia e la più diffusa su internet.

Per tutti questi motivi la conoscenza dell’inglese è fondamentale. Per sapere esprimersi in un’altra lingua, in modo semplice e fluente è necessario impararla fin da piccoli.

Nella nostra scuola, l’apprendimento avviene così attraverso un sistema innovativo che consente al bambino di immergersi totalmente in un contesto naturale, immediato, divertente, stimolante e giocoso.

L’insegnante madrelingua sarà, infatti, presente in aula il pomeriggio e qualche ora la mattina per accompagnare i bambini in tutte le attività e i laboratori previsti realizzando un vero e proprio “learning by doing” , si impara la lingua usandola.

3. EDUCAZIONE BASATA SUI VALORI

“Se vogliamo andare avanti dobbiamo tornare indietro e riscoprire quei preziosi valori”
(Martin Luther King)

DIGNITÀ DEL BAMBINO

ACCOGLIENZA

AMORE E CURA

AUTOSTIMA

GENTILEZZA

FELICITÀ E DIVERTIMENTO

SACRALITÀ DEL MOVIMENTO

UNICITÀ / DIVERSITÀ

LIBERTÀ E INDIPENDENZA

EMPATIA

FIDUCIA

ESPLORAZIONE E CURIOSITÀ

COLLABORAZIONE / INTERAZIONE / SCAMBIO

CONDIVISIONE

MOTIVAZIONE

VALORE DELL’ERRORE

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4. APPRENDIMENTO ESPERIENZIALE

“Il bambino impara attraverso esperienze sensoriali” (Maria Montessori)

Noi umani siamo fatti per l’esperienza diretta. Impariamo meglio se possiamo muoverci con il corpo durante il processo di apprendimento. Quello che diventeremo dipende in gran parte dalla qualità delle esperienze che facciamo nella nostra vita.

La nostra scuola parte da questo assunto per creare delle esperienze reali che consentiranno ai bambini di auto-analizzare le loro inclinazioni, di entusiasmarsi per nuove idee, di imparare dagli altri e di praticare nuovi modi di pensare e comportarsi.

L’apprendimento esperienziale parte dal presupposto che gli alunni apprendono più facilmente e in maniera più consapevole attraverso l’esperienza diretta. È un processo dove la costruzione della conoscenza avviene attraverso l’osservazione e la trasformazione di ciò che vivono e sperimentano in maniera diretta e non, quindi, attraverso la passiva acquisizione di nozioni e concetti.

Ecco perché competenze, conoscenze ed esperienza sono acquisite anche al di fuori del tradizionale contesto scolastico con ricerche sul campo, gite e progetti di varia natura.

5. APPRENDIMENTO PERSONALIZZATO

“Non scoraggiate mai qualcuno che si sta impegnando per fare dei progressi. Non importa quanto lentamente migliora” (Platone)

La valorizzazione della diversità nella nostra scuola porta a un intervento educativo non standardizzato così da offrire a ciascuno le opportunità che merita.

La personalizzazione dell’apprendimento implica l’uso di strategie che garantiscano ad ogni studente la possibilità di coltivare le proprie potenzialità cognitive per raggiungere la personale forma di eccellenza.

Next School ha come scopo, quello di valorizzare i talenti, per far sì che la scuola non si trasformi in un luogo inibitore dove si perdono motivazione, creatività e pensiero divergente.

6. APPRENDIMENTO COOPERATIVO

“Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme un successo” (Henry Ford)

L’aula diventa lo spazio della condivisione in cui il metodo “cooperative learning” trova massima espressione, in quanto gli alunni, con la guida del docente-mentore, interagiscono tra loro condividendo idee e pensieri in modo collaborativo, per il raggiungimento di un obiettivo comune che porterà alla costruzione di una nuova conoscenza.

Il tempo d’aula può essere liberato dalla sola lezione frontale a favore di una lezione più laboratoriale e partecipata.

7. APPRENDIMENTO PER PROGRESSI

“Ci preoccupiamo di ciò che un bambino diventerà domani, ma ci dimentichiamo che lui è qualcuno oggi” (Stacia Tauscher)

Benché la nostra scuola ripartisce gli alunni in classi in base all’età, ad ogni singolo bambino e bambina viene dato il tempo necessario per l’apprendimento e i progressi.

8. INTERDISCIPLINARIETÀ

“È l’arte suprema dell’insegnante, risvegliare la gioia della creatività e della conoscenza”
(Albert Einstein)

Nel curricolo della Next School l’interdisciplinarità è una caratteristica fondamentale, in quanto favorisce forme di comunicazione e di integrazione tra le singole discipline, tutte ugualmente importanti sotto l’aspetto educativo e culturale, favorendo e stimolando l’apprendimento dell’alunno, che ha bisogno di unificare, in una visione di sintesi, le molteplici informazioni che gli giungono dall’ambiente in cui vive.

Tutto ciò contribuisce alla valorizzazione delle facoltà sociali, emozionali, fisiche e intellettuali di ciascun bambino e all’acquisizione di una conoscenza consona alla realtà contemporanea della società globale.

Compito fondamentale della scuola, è quindi, garantire a chi la frequenta, lo sviluppo di tutte le potenzialità e la capacità di orientarsi nel mondo in cui vive al fine di raggiungere un equilibrio attivo e dinamico con esso.

La scuola si deve muovere, dunque, nella prospettiva dell’interdisciplinarietà, intesa come capacità di mettere in relazione tra di loro saperi appartenenti ad ambiti disciplinari differenti e finalizzarli ad un obiettivo comune.

Un motivo di fondo che giustifica l’assunzione dell’interdisciplinareità quale criterio-guida nel discorso educativo e didattico è proprio la formazione mentale dell’alunno che da una fase iniziale di percezione globale passa, mediante i processi logici fondamentali di analisi e di sintesi, a situazioni nuove di conoscenza.

9. TECNOLOGIA E CREATIVITÀ

I bambini di oggi sono nati in un mondo digitale. Non possiamo né evitarlo né sicuramente negarlo, ma possiamo accompagnarli e guidarli al giusto e consapevole utilizzo della tecnologia come strumento attraverso il quale avranno la possibilità di affinare le loro innate abilità, il problem solving e la cooperazione digitale.

Il nostro approccio alla tecnologia è human-centered, ovvero centrato sugli utenti che in questo caso sono gli studenti e i docenti. Ciò significa che gli strumenti sono scelti non in base a criteri di tipo tecnico ma di tipo pedagogico e didattico.

La regola che ci siamo dati è di optare per quelle tecnologie che meglio si adattano agli scopi e alle attività didattiche. In questo modo le nuove tecnologie si innestano su quelle tradizionali, ma con una ricaduta positiva immediata sia sui livelli di attenzione e di partecipazione degli studenti, che sulla qualità della didattica che diventa collaborativa e coinvolgente.

Promuovendo la creatività e l’innovazione nella nostra scuola andiamo incontro ad una domanda sempre più esplicita da parte delle più importanti organizzazioni internazionali di riformare il curriculum scolastico, e dare così agli studenti la possibilità di vivere un’esperienza accademica unica.

Il Consiglio dell’Unione Europea nel 2008 ha riconosciuto che “le scuole hanno il dovere di offrire agli allievi una formazione che permetterà loro di adattarsi a un ambiente sempre più globalizzato, competitivo, diversificato e complesso, in cui la creatività, la capacità di innovare, il senso dell’iniziativa, l’imprenditorialità e l’impegno nel continuare ad imparare diventano importanti quanto la conoscenza specifica di un soggetto dato”.

Pertanto la tecnologia farà parte, in modo consapevole ed adeguato, del sistema educativo della nostra scuola, ma si cercherà contemporaneamente di valorizzare anche l’apprezzamento degli strumenti tradizionali, quali i libri. A tal proposito fondamentale sarà l’aula-biblioteca in cui i bambini potranno sviluppare l’amore e la passione per la lettura.

10. LIBERTÀ ED INDIPENDENZA

“Ci sono solo due lasciti inesauribili che dobbiamo sperare di trasmettere ai nostri figli: delle radici e delle ali“
(Harding Carter)

Il nostro metodo riconosce il fatto che ogni bambino deve essere libero di esplorare e seguire i suoi interessi e le sue passioni naturali, sviluppando così il suo potenziale e accrescendo la conoscenza del mondo intorno a lui.

I bambini all’interno della scuola, inizieranno a sperimentare la libertà di movimento, la libertà di esplorazione, la libertà di interagire socialmente e la libertà di scelta.

Questo li aiuterà a capire valori come l’indipendenza e ad assumersi le future responsabilità crescenti.

ALTRE CARATTERISTICHE DEL METODO NEXT SCHOOL

No Voti

Non esistono né prestazioni, né performance ma il desiderio di appassionare i bambini al piacere di apprendere e di far emergere i veri talenti di ognuno di loro.

I primi due anni i “voti” sono solo un metro di valutazione personale dell’insegnante per far si che possa andare incontro al bambino nel miglior modo possibile.

Dal terzo anno in poi per la valutazione si parlerà di auto-correzione che ciascun alunno sarà in grado di compiere con la guida dell’insegnante.

No Compiti a Casa

Più ore di compiti a casa, non significa più apprendimento.

Finora ha dominato il modello di lezione frontale, nel quale i docenti si limitano a trasmettere informazioni, mentre lo studio vero e proprio avviene a casa.
Questo, però, crea disparità perché non tutti gli alunni possono aver l’aiuto dei genitori o di un tutor a casa.

Nella Next School l’insegnante fa lezioni frontali della durata di circa 20-30 minuti che è il tempo d’attenzione medio di qualsiasi studente, per poi far diventare gli stessi ragazzi protagonisti creando condizioni di lavoro individuale e collettivo, affiancando gli studenti nella risoluzione dei quesiti.

Riteniamo invece, che il tempo passato a casa debba essere riservato alla famiglia, al gioco, al divertimento, all’aria aperta, alla lettura e ad una bella dormita.

No Zaino

Dal momento che tutta l’attività didattica verrà svolta in aula i bambini non avranno lo zaino, in quanto lasceranno tutto il materiale occorrente a scuola.

Questo anche, per sottolineare i valori di responsabilità, comunità e ospitalità.

FIGURA DELL'INSEGNANTE

L’insegnante come educatore, come osservatore attento, come facilitatore, come colui che trasmette i saperi, come vero e proprio “direttore d’orchestra”; ecco come lo vediamo noi: come una guida nel processo di scoperta.

Ci piace parlare in questi casi di“pedagogia attiva”, per sottolineare la capacità che hanno gli insegnanti di ascoltare e osservare i bambini per giungere ad una loro conoscenza sempre più accurata.

Gli insegnanti riescono a stimolare la curiosità dei bambini per poi utilizzarla per strutturare progetti di apprendimento.

INTERAZIONE CON I GENITORI

I genitori e gli educatori hanno il compito di aiutare il naturale processo di crescita e sviluppo che si svolge spontaneamente nel bambino. Il loro ruolo è quindi quello di osservatori pronti ad offrire una serie di stimoli, in un ambiente adeguatamente preparato.

É il bambino la vera guida di tutta l’operazione.

AMBIENTE DINAMICO E AULE COOPERATIVE

L’ Ambiente come diceva Maria Montessori è “MAESTRO”. L’ aula è vista come una grande lente d’ ingrandimento per osservare quello che succede da diversi punti di vista.

Gli spazi quindi cambiano e si modellano in base alle esigenze della didattica e ai bisogni dei bambini che sono protagonisti attivi e non più passivi del proprio percorso di crescita.

Siamo convinti che un ambiente bello, proporzionato, curato, pulito, ordinato, allegro, colorato, luminoso, amichevole, accogliente stimoli i bambini e li aiuti ad esprimere meglio se stessi.

Anche l’aula diventa lo spazio della condivisione in cui il metodo “cooperative learning”, trova massima espressione in quanto gli alunni, con la guida del docente-mentore, interagiscono tra loro condividendo idee e pensieri in modo collaborativo, responsabile, solidale, utilizzando il coinvolgimento emotivo e cognitivo del gruppo, per il raggiungimento di un obiettivo comune che porterà alla costruzione di una nuova conoscenza.

GRUPPO DI CLASSE

Le classi sono formate da un numero adeguato di studenti, in modo da consentire agli insegnanti di focalizzare l’attenzione su ogni singolo studente e plasmare l’insegnamento in base a ciascun tipo di apprendimento; non inteso come conoscenza mnemonica, nozionistica e per ripetizione, ma come uno strumento per trovare soluzioni e realizzare i loro desideri.

Tutto ciò perché la nostra scuola ha l’obiettivo di assicurare ad ogni studente una felice esperienza scolastica sia dal punto di vista della crescita accademica, che da quello personale e sociale.

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